Agnello

Agnello di Pasqua, si o no?

Berlusconi adotta cinque agnelli, Tullio Solenghi testimonial della campagna di Animal Equality #salvaunagnello 2017, mentre Assocarni e il settore zootecnico accusano gli animalisti di danneggiare la filiera della carne


Milioni di Italiani si preparano a consumare il tradizionale pranzo pasquale che da tradizione, prevede anche l’agnello.

E se da una parte il settore zootecnico incoraggia il consumo di questa carne non solo a Pasqua e Natale, ma durante tutto l’anno, dall’altra le associazioni animaliste si battono per difendere i cuccioli destinati a finire nei nostri piatti.

Lo scontro tra le parti è inevitabile:  gli agricoltori additano come “ipocrite e ideologiche” le polemiche degli animalisti e dei loro testimonial, accusandoli di “contribuire al danno sulla filiera delle carni” (Assocarni VS Berlusconi)

Gli animalisti cercano invece di sensibilizzare contro il consumo di agnello e capretto, attraverso petizioni e campagne, a volte shock (Vedi “#Salva un agnello 2016” di Animal Equality), a volte suplortate da noti testimonial (#salvaunagnello2017)

Dove sia la ragione, può deciderlo solo la sensibilità del singolo.

Ma forse anche chi deciderà di consumare agnello e capretto, potrebbe concordare sul fatto che prima della macellazione, l’animale non debba necessariamebnte soffrire.

Anche la legge si pronuncia chiaramente su quei trattamenti che determinano la “sofferenza inutile dell’animale”

E proprio in nome della legge, non di “ipocrite e ideologiche polemiche”, il 24 marzo 2016, il gruppo Forestale del Comando Provinciale di Latina e del Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali (NIRDA) sottopose a fermo amministrativo un carico di 900 agnelli a causa delle numerose violazioni riscontrate.

Il fermo avvenne nell’ambito dei controlli inerenti il benessere degli animali e alla sicurezza agroalimentare, in particolare nel periodo precedente la Pasqua.

Numerose le violazioni riscontrate sul mezzo sottoposto a fermo (proveniente dall’est Europa): spazi non sufficienti ad assicurare ventilazione adeguata agli animali e mancata possibilità di movimenti naturali all’interno del semirimorchio.

Fu accertata l’eccessiva densità di carico, causa di sofferenza inutile agli animali, con compromessa possibilità di riposo degli stessi, scarsa termoregolazione, ostacoli al dispositivo di abbeveraggio.

Condizioni che provocarono la morte di alcune delle bestie trasportate.

Le sanzioni furono applicate secondo quanto prescritto dalla normativa di settore che sanziona le violazioni delle disposizioni del Regolamento CE n. 1/2005 sulla protezione degli animali durante il trasporto  e le operazioni correlate.

Ideologie a parte, la legge è uguale per tutti.