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Come pulire casa quando hai un bebè

Quando hai un bebè pulire casa è una corsa a ostacoli, ma con un po’ di pazienza e organizzazione anche questa sfida diventa possibile

Novembre 2018

Prima di diventare mamma ho convissuto per 13anni con mio marito. Gestire le faccende domestiche, oltre il lavoro, non era poi così difficile. In settimana facevo lo stretto necessario, il sabato lo dedicavo alle pulizie “grosse” e la domenica era per noi.

Da quando è nata la piccola Gaia ovviamente tutto è cambiato.

I primi quaranta giorni ci siamo conosciute, abbiamo avviato l’allattamento. I miei ritmi del sonno erano sintonizzati sui suoi e come spesso capita alle neomamme, riposavo poco e soprattutto di giorno.
Per quanto l’ambiente casalingo intorno a me fosse in disordine, non avevo il tempo e la forza per intervenire.
Poi la piccola ha iniziato a regolarizzare il sonno, di notte dormiva discretamente e di giorno si concedeva ghiotti riposini, da sola nella sua carrozzina. Un patrimonio di tempo per me che potevo sbrigare qualche faccenda domestica.

Fino a che non ha compiuto tre mesi.

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Da lì in poi (scrivo che ne ha 5), il suo posto preferito è tra le braccia di mamma. Sempre…… Sempre!!
La mia piccola è una “bimba koala”!!
Se sta dormendo e provo a metterla giù, si sveglia. Se è sveglia e provo con l’ovetto, la carrozzina, il tappeto morbido, la palestrina, piange disperatamente. Non c’è posto migliore delle braccia di mamma!
Un piacere infinito per me, che però, con le braccia occupate dal mio fagottino, sono inservibile in casa.
Mamma, suocera, sorelle chiunque possa aiutarmi abita lontano e mio marito lavora, spesso anche nel weekend. Questa mamma (e tantissime come lei) deve cavarsela da sola!
Così, a un certo punto, il bucato ha ingoiato il portabiancheria, la polvere ha ricoperto le superfici dei mobili manco fosse eruttato un vulcano dietro casa e il colore del pavimento è stato seppelito dai ricordi, oltre che dalle macchie.

Per il benessere della mia salute mentale, ho iniziato a pensare come sbloccare la situazione e vagliare possibili soluzioni:

A. Fuoco purificatore🔥
Nulla di più semplice, ma la mania incendiaria non è decisamente nel mio stile!

B. Bacchetta magica🧚
Le fate madrine che conosco se la tengono stretta. Mica sceme? Se no come farebbero con le loro faccende domestiche? (Dite che le fiabe che leggo a Gaia mi hanno già corrotto il cervello?🤔)

C. Perdere i sensi per sottrarmi al compito👀
Mi avrebbero ritrovata dopo settimane di ricerche sotto calzini sporchi, batuffoli di polvere e peli di gatto🧟

D. Donna delle pulizie!…💁
Di sicuro una soluzione più realistica.
Almeno una volta a settimana per lavare i pavimenti e spolverare!….Vorrebbe dire zero affanno??😯 Un soognoo!💃
Infatti, un sogno! … Ogni 60 minuti mi costa quanto io guadagno in due ore…🤦È una soluzione realistica che svela una triste verità: guadagno poco!👩‍💻🤬

Dato che nessuna delle precedenti opzioni si è candidata a soluzione, vi svelo le strategie che fin’ora hanno salvato i miei nervi concedendomi una casa pulita e spesso anche ordinata.

Lo farò raccontandovi una giornata tipo, tra maternità e pulizie.

👣 Fuga dalla camera da letto
Al mattino, appena Gaia libera la tetta in ostaggio, scivolo dal letto in modalità moviola. Attivo il baby monitor e agile come un felino in pensione, sgattaiolo in bagno per le abluzioni mattutine. Ne approfitto per pulire i sanitari.

Scendo al piano di sotto in punta di piedi, ondeggiando come la pantera rosa. (nella testa parte anche il motivetto! ) All’ultimo gradino ho i crampi ai polpacci. Non perdo tempo, soffro in silenzio mentre raggiungo la cucina senza ombra di grazia.
Attivo il ricevitore del baby monitor e faccio colazione spulciando WhatsApp.

🔊 Sento le voci
Dal baby monitor si odono mugolii di risveglio che, tempo di pensare “Arrivo!”, si trasformano in urla di protesta.
Raggiungo la frugoletta in camera da letto. Mi accoglie con un sorrisone sdendato e non posso fare a meno di sciogliermi.
Procediamo con cambio pannolino e toiletta mattutina. Smorfie, giochini, sorrisi, poppata e ruttino

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🙌 Baby wearing, la redenzione!
Portare Gaia in fascia mi consente di avere almeno un braccio libero.
Con l’arto utilizzabile passo un panno cattura polvere sui pavimenti, ma per intrattenere la piccola, lo faccio danzando un goffo valzer.

Dopo aver acquistato mojo ed apposito secchio, sono anche in grado di lavare i pavimenti… A quel punto il bicipite brucia e Gaia ha ciucciato gran parte della fascia portabebè

🤱 Cambio pannolino, pisolino.
Con la fascia in posizione a culla, armata di panno in microfibra e spruzzino, spolvero con grande soddisfazione! Nella mia testa si susseguono frasi motivazionali, alquanto sessiste, sulle incredibili doti femminili in fatto di resistenza, adattabilità e capacità di operare in multitasking

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Gaia si sveglia e approfitto per un momento sonoro con tutto il repertorio di canzoncine e filastrocche

👩‍🍳 Preparo il pranzo (almeno ci provo)
Metto la piccola nell’ovetto con i suoi giochini preferiti. 15 minuti di autonomia.
Abbozzo un pranzo e apparecchio il mio posto.
Prima di sedermi a tavola con Gaia (che intanto protesta energicamente) faccio tutte le operazioni che non posso eseguire a una mano: tagliare, aprire barattoli, riempire il bicchiere.
Recupero la piccola e mi nutro mentre lei rischia di rovesciare il mio piatto, cerca di afferrare ciò che c’è dentro e quasi scivola in terra dimenandosi come un’anguilla.
Finalmente finisco. Con lei in braccio, sul fianco, sparecchio e carico la lavastoviglie.

😴Gaia dormi, per favore
Da qui parte un’oretta, un’oretta e mezza di tentativi per favorire il pisolino, tra ruttini, dondolini e ninne.
Quando cade tra le braccia di Morfeo, pur restando saldamente avvinghiata alla tetta, riposiziono la fascia a culla.
Striscio verso lo stendipanni. Con una mano riesco a piegare il bucato asciutto.

Mi accovaccio per caricare la lavatrice rischiando di rimanere per sempre in quella posizione. Mi alzo e claudicante raggiungo il divano. Stramazzo e mi concedo una pausa facendo cose come scrivere questo articolo

🌹Buon risveglio Gaia
Cambio pannolino. Giochini e canzoncine con la pupa.

👩‍🍳 Cena work in progress
Con Gaia in fascia, mi organizzo per preparare la cena. Torna il papà e approfitto per lasciare che si godano un po’ di tempo padre-figlia mentre procedo con la cottura dei cibi.

🛁 Dopo cena, bagnetto alla piccola. Le racconto una storia, giochiamo un po’ e poi la ninno su e giù per la stanza finché non crolla.

🕚 Tempo prezioso
Quando riesco a mettere Gaia nel suo lettino, posso scambiare quattro chiacchiere con mio marito e se quando lui va a letto, mi avanzano le forze, approfitto per lavare a mano bavaglini, body e tutine.

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Poi vengo sopraffatta dalla stanchezza e crollo. Non prima di aver percorso con lo sguardo i lineamenti della mia cucciola addormenta. Quella visione mi da la forza di ricominciare da capo, ogni giorno.

Questo è il racconto di una giornata come tante da qualche mese ad oggi. I giorni non sono tutti uguali e quasi mai riesco a fare tutto.
Spesso preferisco portarla fuori per una passeggiata e guardarla dormire tra le mie braccia al ritorno.

Ho imparato ad accettare che programmi e tabelle di marcia possono essere pensati con tutte le buone intenzioni, ma con un bimbo piccolo bisogna mettere in conto che l’imprevisto, il capriccio e il “bisogno della mamma” sono in agguato, quindi, zero rabbia e frustrazione se non si riesce a fare tutto.

D’altro canto, noi mamme siamo già abbastanza prese dal compito più impegnativo di tutti: accudire ed educare i nostri piccoli.

❤ Grazie per aver letto questo articolo ❤

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