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Cosmetici, guida alla scelta critica

Naturali,  ecologici, cruelty free e attenti alle condizioni dei lavoratori. Trovare cosmetici che rispettino queste condizioni non è semplice, ma nemmeno impossibile!

C’è chi sfila tra le corsie del supermercato gettando distrattamente nel carrello i prodotti, senza nemmeno lanciare una fugace occhiata all’etichetta e chi invece fa del consumo critico una scelta di vita.Consumo-convulsivoMa che cos’è il consumo critico?
Il consumo critico comprende un insieme di atteggiamenti che il consumatore mette in pratica durante gli acquisti per orientare le proprie preferenze verso prodotti che posseggono determinati requisiti, in particolare qualità del prodotto (che non sia dannoso per la salute), ma anche rispetto dell’ambiente, del lavoratore e degli animali durante il processo produttivo.
In pratica, l’esatto contrario del consumo convulsivo.

Per il consumatore critico diventa però difficile orientarsi nella vasta giungla di prodotti in commercio, specie se si parla di cosmesi.cosmeticiSe non si ha la pazienza (ma anche la competenza) di spulciare l’INCI (l’elenco internazionale degli ingredienti dei prodotti cosmetici) è facile cadere nella trappola del marketing: un prodotto che all’apparenza corrisponde perfettamente alle nostre esigenze, può rivelarsi una vera e propria fregatura.InciPartiamo dal packaging (la confezione del prodotto):
avrete sicuramente notato che il verde, in ogni sua sfumatura, è diventato ormai predominante sulle confezioni di cosmetici, prodotti per la persona, ma anche prodotti alimentare e casalinghi.docksonQuesto perché il colore verde viene associato alla natura: un consumatore si sentirà più attratto da un prodotto apparentemente green anche nella confezione.

Parole rassicuranti: Altro specchietto per le allodole, oltre alla scelta cromatica del packaging, le parole impresse sulla confezione dei prodotti.
Espressioni del tipo “con estratti vegetali”, possono trarre in inganno il consumatore.
Che un prodotto contenga l’estratto vegetale di qualcosa non esclude la presenza di ingredienti nocivi.
Anche in questo caso solo l’INCI può essere d’aiuto.

Discorso diverso per i marchi di certificazione: se un prodotto è garantito da uno degli enti certificatori abilitati significa che la sicurezza degli ingredienti è (o almeno dovrebbe) già stata certificata.

A secondo del marchio di certificazione presente sulla confezione, il prodotto che stiamo acquistando:

  • rispetta una lista di sostanze vietate
  • non contiene  OGM
  • per la sua realizzazione non sono stati condotti esperimentati sugli animali
  • non sono state utilizzate radiazioni ionizzanti o  sono stati impiegati prodotti agricoli e zootecnici da agricoltura biologica (contrassegnati con asterisco).

Il marchio EquoSolidale invece, contrassegna i prodotti che garantiscono equità nel prezzo, continuità nei rapporti, rispetto della dignità e dei diritti dei produttori
Nel caso dei cosmetici, il fatto che un prodotto sia equosolidale non sempre garantisce l’ecosostenibilità della formulazione.

Come detto in precedenza, orientarsi nella giungla di prodotti, soprattutto nella Grande Distribuzione -dove la competizione sui prezzi e sulle promozioni è forte- non è per nulla semplice ma non è nemmeno impossibile.

E’ incoraggiante però sapere che sempre più consumatori e operatori si mostrano attenti all’argomento cosmesi e la crescente attenzione verso l’argomento spingerà inevitabilmente i produttori a produrre sempre più cosmetici rispettosi dell’ambiente, degli animali e dei lavoratori.

Perchè, anche se spesso sembra essere il contrario, sono i comportamenti d’acquisto dei consumatori a influenzare i processi produttivi delle aziende.

S.

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