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Supermercati, attenzione alle “trappole”

La grande distribuzione organizzata applica sottili strategie di marketing per indurre il consumatore ad acquistare. Ecco come sfuggire alle “trappole” dei supermercati!

Vi è mai capitato di entrare in un supermercato per l’acquisto di un solo articolo e uscire con svariati sacchetti colmi di spesa?

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Quelli che hanno risposto “si”, sono stati soggiogati dalle acute strategie di marketing messe in atto dalla Grande Distribuzione Organizzata per conquistare il consumatore.

Si chiama Visual merchandising, letteralmente visualizzazione della merce, ed è l’insieme di operazioni che collocano il prodotto all’interno del punto di vendita in sintonia con la strategia commerciale e che “riguardano l’atmosfera prodotta dagli stimoli sensoriali che il prodotto esposto è in grado di indurre nel cliente per attirarne maggiormente l’attenzione e aumentare i volumi di vendita

In poche parole, quell’insieme di strategie atte a influenzare gli acquisti o a indurre il consumatore a comprare anche prodotti di cui non ha bisogno

Il primo senso ad essere coinvolto è la vista: i prodotti delle marche più note sono posizionati sugli scaffali all’altezza degli occhi.
Il trucco per risparmiare, in questo caso, è guardare verso gli scaffali più bassi, dove vengono solitamente posizionati prodotti analoghi che costano meno.

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Non lasciatevi ingannare dal buon aroma di pane appena sfornato: il tentativo è quello di prendervi letteralmente per il naso.
I ricordi limbici, quelli legati alle emozioni e alle sensazioni, vengono proprio stimolati attraverso fragranze specifiche.

L’udito viene invece stimolato da musiche o suoni che rappresentino la filosofia del brand, prima o poi risulteranno “familiari”.

Altro senso sollecitato per invogliare all’acquisto è il tatto.
Al supermercato tutta la merce deve essere esposta affinché il consumatore possa toccare con mano.
Un elemento fondamentale per abbattere la barriera tra produttore e consumatore.

Il gusto gli assaggini, proposti da hostess gentili e ben vestite, servono per avvicinare il prodotto alla clientela.

Ma i trucchi utilizzati dalle aziende per invitarci a comprare vanno anche oltre il visual merchandising.

Attenzione, ad esempio, alle offerte apparentemente allettanti: a volte un prodotto in offerta costa più di un prodotto a prezzo pieno. Per non lasciarsi inggannare in questo senso, bisogna confrontare i costi dei prodotti in base al peso, non in base al prezzo della singola unità.

carrelloInfine, non sentitevi in dovere di riempire per intero il carrello della spesa: negli ultimi anni è diventato sempre più grande e spazioso, proprio per indurre il bisogno di colmarlo.

Le soluzioni per sfuggire alle “trappole” dei supermercati sono semplici e facili da mettere in pratica.

Basterebbe compilare una lista della spesa prima di recarsi al supermercato e cercare di rispettarla durante gli acquisti.

Puntare ai reparti in cui si trovano i prodotti di cui abbiamo bisogno ed evitare di fare la spesa a stomaco vuoto, poiché il languore potrebbe spingerci all’acquisto di prodotti di cui non si ha il reale bisogno.

Per evitare di incappare nelle trappole psicologiche del marketing, si potrebbe anche pensare di cambiare radicalmente il modo di fare la spesa, acquistando ciò che serve dai negozi di alimentari di paese e di quartiere, al mercato, presso le botteghe del commercio equo o attraverso i Gruppi di acquisto solidale.

S.

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