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Come scegliere i pannolini?

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A quanto ammonta la spesa per i pannolini nei primi sei mesi di vita dei bebè? I materiali utilizzati sono sicuri? La scelta è ampia e i dubbi pure. Facciamo chiarezza sull’argomento (In fondo all’articolo una lista di link per richiedere campioni omaggio)

Sono diventata mamma da poco e sin da quando aspettavo Gaia, ho appreso che uno dei costi maggiori da sostenere con l’arrivo di un bebè è l’acquisto dei pannolini: soldi letteralmente gettati nella spazzatura per una spesa della quale non (sempre) si può fare a meno.
Si stima che nelle prime settimane di vita, se l’allattamento è avviato in modo corretto, un neonato sporcherà 6-9 pannolini al giorno, tradotto in 42-63 pannolini a settimana.
Considerato che per almeno i primi sei mesi l’alimentazione del pargolo sarà esclusivamente a base di latte, in quel periodo impiegheremo tra i 1000 e i 1500 pannolini!

L’ISTAT ha stimato che nel 2017 la spesa per i pannolini nel primo anno di vita si è aggirata da un minimo di 735 a un massimo di 1100 euro.
Un costo notevole per le tasche, ma anche per l’ambiente se pensiamo che per smaltire un pannolino sono necessari 400 anni.
La previsione è avvilente, soprattutto se a costi e impatto ambientale si aggiungono i dubbi sulla sicurezza dei materiali utilizzati e il loro effetto sulla pelle dei bambini.
Parliamo di siliconi, collanti, idrocarburi, utilizzati nella produzione di gran parte dei pannolini commerciali.

Nel 2016 una nota marca di pannolini è stata al centro di una bufera mediatica, accusata di utilizzare materiali tossici nei pannolini.
Le notizie che circolavano, soprattutto in rete, hanno creato allarmismo tra i genitori preoccupati.
Un caso che ha spinto Altroconsumo, l’associazione italiana senza fini di lucro per i consumatori, ad effettuare test su 50 marche di pannolini.

I risultati non sono stati preoccupanti come si pensava.
Le sostanze tossiche, anche se presenti, sono state rilevate in quantità nettamente inferiore rispetto al limite consentito dall’Unione Eurpea.
L’associazione ha stilato una lista di pannolini in base al criterio qualità prezzo e si scopre così che risparmiare è possibile, senza rinunciare alla qualità.
Talvolta la soluzione dell’acquisto on-line può essere ancora più conveniente.

Per i più sensibili alle questioni ambientali, resta comunque lo smaltimento del rifiuto.
I tempi di degradabilità dei pannolini sono lunghissimi e in rapporto alla quantità da smaltire, la prospettiva è avvilente.
Molte mamme optanto per i pannolini lavabili, una soluzione molto in voga ultimamente che però scoraggia soprattutto le neomamme alle prime armi.

Proprio in merito ai pannolini lavabili, vale la pena riportare l’appunto di una neomamma (Maria) che, come me, sta vagliando le alternative nella vasta scelta che il mercato offre in tema di pannolini. Maria sostiene che scegliere pannolini lavabili non sia un’opzione totally  green poiché “Per lavarli si userà del detersivo (che può comunque essere ecologico) e soprattutto acqua calda, che a meno di non avere i pannelli solari, verrà comunque riscaldata usando metano che non è una cosa propriamente ecologica”
Una riflessione valida, da tenere in seria considerazione.

L’alternativa potrebbero essere i pannolini usa e getta ecologici.
Anche se meno pubblicizzati e quindi meno conosciuti, pare possano costituire il giusto compromesso tra sicurezza per la pelle dei piccoli e basso impatto ambientale.
Prodotti per la maggior parte con materiali naturali, se ne trovano anche di compostabili. Le case che producono pannolini ecologici usa e getta sono sempre più, alcune anche italiane.
La differenza di prezzo con i pannolini di marche note a volte sta nel centesimo e anche in questo caso, l’acquisto on line potrebbe aumentarne la convenienza.

Quali ho scelto io per la mia piccola Gaia?

Non ho scelto ancora, in effetti. Ci hanno regalato una scorta di una marca alla quale non posso fare pubblicità. Ma posso dire che i pannolini ricevuti in dono soddisfano 4 dei 5 criteri che condizioneranno i miei acquisti:

  1. Primo tra tutti, la pelle della mia piccola non si irrita a contatto con i materiali del pannolino che sono ben assorbenti e traspiranti
  2. Le bande elastiche riescono a contenere anche la pupù abbondante e liquida
  3. Le sostanze utilizzate non sono tossiche
  4. Pur essendo i più costosi, le offerte (soprattutto on line) non mancano

Il quinto criterio, il basso impatto ambientale, non è soddisfatto dalla marca scelta. I pannolini in questione non sono compostabili e finiscono nell’indifferenziato. Sotto questo profilo, ho sperimentato un’altra marca, 100% naturale e compostabile, ma purtroppo non mi ha soddisfatta.

E i pannolini lavabili?

Da quando è nata Gaia, il tempo a mia disposizione si riduce a pochi istanti rubati tra una poppata e l’altra. In tutta onestà, non me la sento di affrontare il lavaggio dei pannolini che andrebbe ad aggiungersi a tutine, bavaglini, mussole e lenzuolini…..Brave le mamme che li utilizzano, io passo…

Continuerò a usufruire della scorta ricevuta in dono e nel frattempo, approfitto per continuare a sperimentare altri pannolini, possibilmente ecologici

Se vuoi sperimentare gratis alcune marche di pannolini, qui sotto trovi i link per richiedere un campione gratuito

N.B. Alcune marche impiegano dalle 2 settimane ai due mesi (vedi Huggies) per l’invio dell’omaggio, quindi ti suggerisco di ordinarli di una taglia più grande.

Inoltre,  ognuno ti chiederà di compilare un form con i tuoi dati e la tua mail, per evitare di ritrovarti con la casella di posta intasata, ti suggerisco di creare un’email dedicata alle promozioni 😉

E tu? Quali pannolini usi per i tuoi bambini?

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