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Come ritrovare il buonumore

Anche il più ottimista può cedere al peso di ansie e preoccupazioni, ma ritrovare il buonumore si può. Basta volerlo!

Anche chi ha avuto la fortuna di vivere un’infanzia felice, ricca di ricordi ed emozioni positive, in età adulta dovrà fare i conti con le difficoltà del quotidiano.

Ansie, preoccupazioni, sventure. La sensazione di dover affrontare situazioni a volte all’apparenza insormontabili.
Un cocktail impegnativo con il quale ognuno di noi è chiamato a confrontarsi ogni giorno.

Così, anche il più forte, impegnato a percorrere i tortuosi sentieri dell’esistenza, può cedere al peso della quotidianità.donna-tristeIl malumore può prendere il sopravvento e generare uno stato mentale sgradevole, che rende ancor più ardue le lotte del quotidiano.

Come risollevare il tono dell’umore?

Quando il malumore ci assale, non esiste ricetta o pozione magica che possa convertire le emozioni negative in fiorellini e cuoricini rosa.
Ognuno è fatto a modo suo. Oguno fa i conti con il suo personale vissuto e con la sua personale quotidianità.

C’è però un elemento che potrebbe funzionare da innesco per riconquistare il buonumore: la volontà di liberarsi da uno stato d’animo negativo e di sentirsi meglio.

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Impara a “Lasciar andare”:
Se ti convinci di essere più forte del malumore, così sarà.
E per “più forte” non significa che devi combatterlo.
Un buon suggerimento arriva dallo Yoga che insegna a “lasciare andare”.
Non tentare di capire le ragioni profonde del tuo malessere e non sentirti ostile nei suoi confronti.
Cerca di osservare il tuo malumore senza giudicarlo, come se fossi uno spettatore esterno e poi lascia che si allontani. Lascialo andare.
Concentrati sul tuo respiro.
Ti accorgerai che già solo spostare l’attenzione allevia la tensione, concede una tregua mentale e genera sollievo.

Si potrebbe poi cercare di intervenire sull’umore passando dal corpo, lo strumento della mente.corpoPercepiamo il mondo attraverso il corpo.
Noi siamo il nostro corpo e se lui prova piacere, anche noi ne proveremo.

Potremmo allora sfruttare quelle condizioni corporee che attivano, istintivamente,  le aree cerebrali del piacere: profumi, suoni, colori, sapori, attività creative e rilassamento.

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Ma potrebbe non bastare.
Può infatti accadere di vivere momenti difficili, in cui tristezza inconsolabile, ansia o panico prendono il sopravvento.

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Quando il tono dell’umore si abbassa pericolosamente, il mondo intorno inizia ad apparire avvolto in una coltre grigia e gelatinosa, pronta ad inglobare le nostre energie e rimbalzarci indietro a ogni tentativo di attraversarla per guardare oltre.
La scintilla che un tempo illuminava lo sguardo di chi si sente pronto a sollevare il mondo con un dito, inizia a sbiadire.
Gli angoli delle labbra non si sollevano più tanto spesso.
I sorrisi diventano di circostanza e svanisce il piacere di abbandonarsi a una sincera risata.

Esercizi di “sopravvivenza”, le tecniche cognitivo comportamentali

La Psicologia offre alcuni strumenti per affrontare i momenti di forte ansia, panico o tristezza.
Lo spiega ad AppuntiCreativi Chiara Munciguerra, Dott.ssa in Psicologia Clinica:

“Si chiamano Tecniche cognitivo comportamentali.
Non risolvono i problemi più profondi, ma concedono un po’ di sollievo”  – e aggiunge- “Sono davvero utili se praticate seriamente”

Ma di cosa si tratta esattamente?

“Sono tecniche terapeutiche studiate per pazienti che cercano soluzioni immediate.
Pazienti ai quali non piace “verbalizzare”  il proprio stato d’animo e preferiscono affidarsi a metodi più veloci e pratici.
Le tecniche cognitivo comportamentali sono utilizzate nel breve termine.
Mentre per un miglioramento immediato, quindi nel brevissimo termine, sono più efficaci trattamenti farmacologici mirati”

Quando le tecniche cognitivo comportamentali si rivelavo utili per risollevare il tono dell’umore?

“Come detto, da sole non bastano a risolvere i problemi più profondi, ma in situazioni difficili possono costituire un valido strumento per alleviare il disagio.
Non andrebbero mai praticate da sole, ma sempre accompagnate da terapie a lungo termine. Psicoterapie, ad esempio.”

Entriamo nel dettaglio, qualche esempio pratico da suggerire ai lettori di AppuntiCreativi?

Ho pensato a tre “esercizi di sopravvivenza”.
Piccoli accorgimenti che possono essere d’aiuto nei momenti di forte ansia o tristezza, ma che possono giovare anche alla persona comune.

Scopriamo allora come esercitarsi ad aprire le porte al buonumore!buonumore

Esercizio 1 – Placare l’ansia nell’immediato

Quando ci si sente pervasi dall’ansia, sopraffatti dai brutti pensieri e da uno stato di agitazione sia fisica che psichica, una possibile soluzione a questo stato dovrebbe poter agire nell’immediato.
Se non si vuole ricorrere ai farmaci, che agiscono sul sintomo istantaneamente, si può provare ad agire sulle sensazioni corporee.

L’esercizio ha più fasi:

Individua un momento della giornata che preferisci, in cui stai meglio, in cui senti che pensieri e preoccupazioni scivolano via.
Il momento prima di addormentarsi, ad esempio.

Quandoti sentiti sopraffatto dall’ansia e dai pensieri, chiudi gli occhi, respira profondamente e prova a immaginare la sensazione che provi durante il tuo momento preferito.

Riprendi contatto con il tuo corpo, nel senso letterale del termine: quando i pensieri e le ansie hanno la meglio è un po’ come se la testa fosse scollegata dal corpo, quindi, toccati le spalle, il busto, la pancia, le cosce, senti il contatto dei piedi sulla terra.
Torna a Sentirti e riprenderai il controllo.concentrazione

Esercizio 2 – “Il mio eroe”

Anche questo esercizio prevede più fasi.

  • Pensa a una persona che ammiri molto.
    Non importa che sia reale o personaggio di fantasia, in vita o no, che conosci di persona o meno.
  • Prendi un foglio e appunta almeno tre motivi per cui ammiri quella persona. Non cose effimere, come soldi o posizione sociale, ma aspetti della personalità. Ad esempio, determinatezza o generosità o perché no, egoismo e caparbietà. Riflettici bene…
  • Fatto? Ora arriva la parte più concreta: per riuscire ad apprezzarli vuol dire che i motivi per i quali ammiri quella persona sono dentro di te, ma a uno stato “potenziale”.
    Non devi fare altro che avere il coraggio di trasformare quel potenziale in un aspetto della tua personalità.
  • Nell’arco della settimana successiva, prova ad applicare quel potenziale nella vita di tutti i giorni.
    Appunta su un diario  le difficoltà che incontri -senza essere severo con te stesso- ma anche e soprattutto, il successo di essere riuscito a fare qualcosa che prima non riuscivi a fare.ragazza-felice

Esercizio 3 – Crisi come Evoluzioni

Questo è forse l’esercizio più difficile.

Tutti nella vita abbiamo avuto un momento di difficoltà.
Un evento molto triste, un lutto o la separazione da qualcuno, ad esempio.
Tutti dobbiamo convivivere con il peso di quell’avvenimento e con il suo ricordo.

C’è però un modo per affrontare quel ricordo, di rielaborarlo e di dargli un senso diverso.
Seppur con estrema difficoltà, bisogna trovare gli aspetti positivi scaturiti dall’avvenimento negativo.

Possono sembrare piccoli, anche banali se vogliamo, ma in un momento di estrema difficoltà e di forte crisi, banali non sono.
Non cercare qualcosa di grande, un evento positivo bellissimo. Cerca anche solo una piccola, minuscola evoluzione in positivo della tua vita.
Ad esempio, potresti aver scoperto in te la forza di affrontare una situazione estremamente difficile o aver capito quanto affetto ti circonda, per il calore e il supporto delle persone che ti sono state accanto.

Sono piccoli elementi, all’apparenza impercettibili, che però permettono di guardare al passato con sguardo meno duro e di proiettarsi in una prospettiva futura più ottimistica.smileTieni sempre a mente che ogni crisi andrebbe valutata come una trasformazione, una evoluzione positiva di te stesso e della tua vita.

Dott.ssa Chiara Munciguerra

Ritrovare il buonumore non è sempre facile, ma come hai letto, non è nemmeno impossibile.

Basta volerlo!

S.

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