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Musica e buonumore

Quando il malumore ti assale potresti ricorrere alla musica: suono, ritmo, melodia e armonia aiutano a ritrovare il sorriso!

La musica si rivela un alleato eccezionale del Buonumore e può costituire una valida terapia nei momenti di maggiore tristezza e angoscia.

Da uno studio della Caledonian University di Glasgow è emerso che “l’impatto di un brano musicale su una persona va oltre quello che si pensa, tanto che un tempo veloce può risollevare l’umore mentre uno più lento, può buttarlo giù“.
La Caledonian University di Glasgow ha addirittura lanciato un progetto triennale di musicoterapia per selezionare i brani musicali “terapeutici” da adoperare per i pazienti affetti da disturbi dell’umore e depressione.

Ma al di là di ciò che sugeriscono gli esperti, ognuno potrebbe elencare un’infinità di brani “del buonumore”.
Poiché lo stesso brano può avere effetti differenti da soggetto a soggetto.musica-e-buonumoreA prescindere dai gusti musicali,  una ricerca norvegese rivela che la musica, ma anche l’arte e la cultura in generale, sono in grado di combattere lo stress e curare l’ansia.

I ricercatori dell’Università di Trondheimm hanno analizzato lo stile di vita di oltre 50mila soggetti e dalla ricerca è emerso che chi partecipa a concerti, mostre, e altre manifestazioni a carattere culturale,  il livello di stress e ansia risulterebbe quasi nullo.
Questi soggetti sarebbero inoltre più soddisfatti della propria vita e avrebbero più autostima e considerazione di sé.

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La medicina lo conferma: dal punto di vista medico la musica rappresenta una sostanziale parte della cura di numerose patologie come la depressione o l’ipertensione, ma può anche costituire un aiuto in molte situazioni cliniche.
E’ un potente mezzo per rinforzare il ricordo, la capacità di generare sensazioni e di produrre espressioni emotive che conducono ai meandri più profondi della memoria.

Anche i suoni giocano il loro ruolo:

Esistono frequenze capaci di agire direttamente sul cervello.binaurale-buonumoreSi tratta dei toni binaurali (o battiti binaurali dall’inglese binaural beats), è ciò che percepisce il cervello quando due suoni di specifiche gamme di frequenza vengono ascoltati separatamente attraverso degli auricolari.

Tempo fa mi è capitato di scrivere un articolo per Yahoo Italia che trattava di alcune App che sfruttano i Toni binaurali.

Ve lo propongo:

Su iTunes e GooglePlay, è disponibile un vasto assortimento di applicazioni attraverso le quali pare sia possibile rilassarsi prima di dormire, raggiungere un livello superiore di concentrazione o addirittura giungere a una meditazione così profonda da riuscire a sognare ad occhi aperti.
Le applicazioni in questione, si basano su studi effettuati già dal 1970 basati sull’effetto delle onde sonore sul cervello.
La app funziona solo con gli auricolari, attraverso i quali è possibile ricevere due differenti impulsi, uno per l’orecchio sinistro e uno per l’orecchio destro.
A seconda della gamma di frequenza dei suoni, il cervello raggiungerà un risultato diverso.
Ad esempio uno stato analogo a quello raggiunto tramite la meditazione, mira a porre il cervello sulle cosiddette frequenze “alpha”, tra gli 8 e i 13 Hz.
Per aumentare le capacità di apprendimento, invece, meglio le onde theta, tra i 4 e i 7 Hz.
Ovviamente ascoltare passivamente (a riposo) le frequenze proposte dall’applicazione, garantisce risultati immediati.
Per godere degli effetti benefici delle frequenze, bisogna predisporsi all’ascolto e lasciarsi cullare dai suoni.

Suoni naturali per migliorare il rendimento:

In molti grandi uffici sono installati sistemi di mascheramento sonoro che permettono di attutire i rumori di fondo e ridurre lo stress negli impiegati.
Si tratta di sistemi che emettono il cosidetto “rumore bianco”, ma secondo una ricerca del Rensselaer Polytechnic Institute, utilizzando i suoni naturali, si potrebbero aumentare i benefici di questi strumenti, favorendo la produttività e migliorando l’umore dei lavoratori.mare-buonumoreDurante la ricerca il team ha esposto 12 partecipanti a tre diversi stimoli sonori (suoni d’ufficio, rumore bianco, suoni naturali), esortandoli ad eseguire contemporaneamente alcuni compiti che richiedevano molta attenzione.
I partecipanti allo studio hanno svolto con successo i loro compiti durante l’ascolto dei suoni naturali, riportando una sensazione di benessere maggiore rispetto gli altri test.

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S.

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